Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies

Il Giardino delle Mele d’Oro di Giuseppe Licari al Festival Sculptura #2

Sculptura #2

L’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles partecipa al Festival Sculptura #2 con l’opera Il Giardino delle Mele d’Oro di Giuseppe Licari.

Il Festival Sculptura – scultura europea e installazione artistica – ritorna nello storico parco del Tour & Taxis a Bruxelles da venerdì 19 gennaio a domenica 10 marzo 2024. Dopo il successo della prima edizione nel 2023 con 23 artisti, Sculptura intraprenderà un viaggio ancora più ambizioso nel 2024. Sculptura #2 presenta circa 40 artisti eccezionali provenienti da più di 20 paesi europei. Ogni opera riflette l’eredità artistica unica e la visione contemporanea dell’artista e del paese.

Giuseppe Licari è un’artista multidisciplinare che vive e lavora a Rotterdam nei Paesi Bassi. Nella sua pratica Licari esplora i processi socio-economici, culturali e politici che hanno alterato e continuano a modellare l’ambiente. Si concentra sul concetto di frattura metabolica e sullo strato antropogeologico emergente che risulta dagli intrecci tra il mondo naturale e le attività umane. Focalizza la sua attenzione sull’intricato confine tra il mondo naturale e l’ambiente costruito, esplorando i territori che ne affiorano dal loro incontro con istallazioni, performances, workshop, registrazioni audio visuali e pubblicazioni.

Licari è nato in Sicilia nel 1980, ha studiato pittura all’Accademia di belle arti di Bologna, e Arte Monumentale all’AKI di Enschede, Paesi Bassi. È stato vincitore di varie residenze per artisti presso la Jan van Eyck Accademie Maastricht, Le Fonds Belval Lussemburgo, Iaspis Stoccolma e Badgast L’Aia. Ha collaborato in diversi progetti di ricerca in loco con gli Smokejumpers Boise, il Museo di Storia Naturale di Rotterdam, l’Universita’ Cattolica di Lovanio, TU Delft e il Politecnico di Milano. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale tra cui presso la State Tretyakov Gallery di Mosca, Museum Schloss Moyland Bedburg-Hau, Japanese Palace Dresda, il Museo di Arte Contemporanea di Santiago, Chile, Ming Studios Boise, Kunsten Festival Watou, Ex Cartiera Latina Roma, New Holland San Pietroburgo, Tent Rotterdam, Museum Sinclair-Haus Bad Homburg e Action Field Kodra Salonicco.

Il titolo dell’opera, Il Giardino delle Mele d’Oro, si riferisce al Giardino delle Esperidi dove le “mele d’oro”, ritenute donatrici di immortalità, crescevano sotto la protezione delle ninfe e del drago dalle cento teste Ladone. Le mele d’oro furono poi considerate essere delle arance, sconosciute all’Europa e al Mediterraneo fino al Medioevo, chiamate con questo nome per il loro colore dorato. Confinati in torri di cemento, gli aranci sono protetti e allo stesso tempo irraggiungibili dal pubblico. Questa azione di segregazione e protezione delle piante si ispira ai giardini di Pantelleria, giardini recintati, dove venivano costruiti muri attorno a singoli alberi di agrumi per proteggerli dai forti venti e dai ladri. L’arancio è una delle piante più sostenibili per quanto riguarda la produzione di succo in relazione al consumo di acqua, un attributo che supporta la loro mitologica protezione in un giardino recintato e lontano. Nel “Giardino delle Mele d’Oro” gli aranci vivono in strutture fortificate, irraggiungibili alla gente comune ma ancora a disposizione di dei ed eroi. Nell’attuale contesto delle colture protette dalle leggi sul brevetto, il mito del Giardino delle Esperidi offre una metafora contemporanea del suo valore simbolico.

Foto dell’artista. Il Giardino delle Mele d’Oro 2025 Future Environment Human, Ex Cartiera Latina, Roma, Italia 2015. Installazione site-specific con tre torri, ciascuna 100x100x300 cm.  Blocchi in cemento, aranci e limoni, legno.

 

  • Organizzato da: Brussels Sculpture Festival Sculptura #2
  • In collaborazione con: Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles